Paestum e la BMTA: l’archeologia diventa confronto

Il 26 Ottobre 2017 si è tenuta a Paestum (SA), in Campania, la XX edizione della BMTA (Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico), un evento che, ogni anno, nel corso di quattro giorni, prevede il susseguirsi di eventi, conferenze ed incontri su svariate tematiche riguardanti l’archeologia e, più in generale, il turismo in Italia e nel mondo. Scopo della manifestazione è sottolineare l’importanza, troppo spesso sottovalutata, del nostro patrimonio culturale, e non solo al fine di uno sviluppo economico.

Attraverso la partecipazione e le testimonianze di altri paesi del mondo, si tenta di instaurare una forma di dialogo che ci permetta di conoscere e confrontarci con realtà differenti dalla nostra. Interessante, ad esempio, la conferenza tenutesi quest’anno con i tre figli archeologi di KHALED AL-ASAAD, archeologo siriano, scopritore della città di Palmira, assassinato dall’ISIS nel 2015. Una testimonianza toccante quella dei figli, che raccontano la storia di un uomo che ha lottato fino alla fine per difendere le sue convinzioni, sacrificatosi invano per salvare una città che ha amato. Tra le lacrime, i figli raccontano di voler portare avanti i progetti paterni e di impegnarsi per poter, un giorno, salvare ciò che resta delle rovine di Palmira.

Anche l’incontro con il direttore del parco archeologico di Pompei, Massimo Osanna, e la presidente del Petra National Trust, Dana Firas, ci dà un’importante lezione di vita. Dal confronto, oltre ai meccanismi per tutelare e promuovere i due importantissimi siti, emerge come due realtà culturali così diverse siano entrambe frutto dell’incontro di più popolazioni, evidenziando come, già in passato, l’accoglienza dello straniero abbia permesso di costruire città di cui è ancora viva la memoria.

Da non perdere, poi, sia la visita gratuita al museo, che tra i numerosi reperti conserva la nota “tomba del Tuffatore”, sia al parco archeologico, in cui non sarà difficile imbattersi nell’imponenza dei tre templi greci, edificati nel corso del VI sec. a.C., in una delle principali colonie della Magna Grecia.

Consiglio di visitare il parco nel pomeriggio perché, per quanto insolito ai fini della conservazione dei monumenti, è possibile accedere all’interno dei templi. Con l’imbrunire sarà più piacevole passeggiare tra i colonnati o sedersi all’interno del naòs, respirando l’aria di “sacralità” rimasta immutata nel corso dei secoli.

 

Rosanna Nappi

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