IL VIAGGIO CHE MI HA CAMBIATO LA VITA …

Viaggiare da archeologo implica sottoporsi a delle sfide e farlo per così tanto tempo a sfide ancora più grandi.

Ma cos’ho fatto?

Qualche mese fa ho deciso d’iniziare a vivere un’avventura: mi sono proposto di fare il giro del mondo partecipando a 80 campagne di scavo o di ricognizione archeologica in tutto il mondo. È un progetto per la vita, un progetto a lungo termine, che mi potrebbe tener impegnato per ben vent’anni.

Quest’estate, subito dopo la laurea, ho iniziato il mio viaggio. Sono partito dagli scavi e dalle ricognizioni in Italia. Ho cominciato da qui prevalentemente per una questione economica, dato che le campagne a cui ho partecipato davano la possibilità di avere vitto e alloggio pagati dalle università, ma anche perché non avrei mai potuto girare il mondo senza aver girato prima per bene il nostro Bel Paese. In quattro mesi ho girato la Puglia, gran parte del Lazio, la Toscana e la Campania. Ho visto posti incredibili ed il mio obiettivo sarà raccontarvi quello che ho vissuto. Tuttavia, il mio non è stato solo un viaggio di piacere, perché ho deciso di lavorare senza mai fermarmi per 111 giorni di 120 di viaggio. Infatti, esclusi i weekend e gli ultimi 9 giorni, ho lavorato ininterrottamente sui cantieri o nei campi per le ricognizioni. L’ho fatto per mettere alla prova me stesso. Non è niente d’impossibile e lo fanno in molti, se non fosse per il fatto che io deciso di farlo cambiando volta dopo volta regione e contesto. Il che è stato, come dire, “alienante” …

Se dovessi tirare un po’ le somme di quest’esperienza direi che è come se la percezione del tempo per me fosse stata dilatata al massimo … sembra passato un anno, mentre in realtà sono passati solo quattro mesi. Ho conosciuto davvero molte persone e penso che la dilatazione del tempo dipenda anche da questo.

Fare l’archeologo significa scavare o camminare per i campi per più di 8 ore al giorno con pochissime pause, spesso con un’alimentazione arrangiata e poco varia, significa stare 24 ore su 24 con perfetti sconosciuti, persone che si possono odiare, persone a cui si può volere un bene dell’anima o persone di cui ci si innamora. Significa stare con individui molto diversi fra loro.

Ad un certo punto si potrebbe provare la sensazione di essere soli, pur essendo sempre in compagnia. Si ride, si scherza, ci si diverte un mondo ed il momento dopo manca casa. Si collabora, si cucina e si fanno le pulizie assieme, anche se sotto sotto non si conosce “realmente” nessuno.

Arriva poi, infine, il momento in cui ci si deve separare brutalmente dalle persone a cui ci si era affezionati per settimane, magari sapendo di non vederle mai più. A volte è un duro colpo, ma s’impara a farsi il callo. È una dura consapevolezza, però s’impara ad accettare come tutto sia temporaneo.

Iniziare questo percorso non è solo una possibilità di lavoro o la realizzazione di un sogno, ma è anche un modo di riscoprire se stessi e soprattutto di lavorare su se stessi.

Vi lascio con un consiglio musicale, una canzone che mi ha accompagnato per gran parte del viaggio, una canzone che racconta in qualche modo della forza di lasciar andare …. “Amanda Lear” dei Baustelle.

 

Federico Cammarota (80 scavi)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: